La vittoria più bella. Una vera dimostrazione di forza contro la squadra più temibile del girone e contro un avvio di gara che avrebbe steso un toro. Il CEP di Maccioni fa tredici, come nel Totocalcio di qualche tempo fa, e lo fa nella maniera più esaltante possibile, battendo a domicilio il Sinnai nella gara che potenzialmente avrebbe potuto riaprire il campionato. Perché è vero che i punti di distanza tra i rossoblu primi e i gialloblu secondi erano nove, ma se la squadra di casa si fosse aggiudicata l'intera posta il margine sarebbe sceso a sei, con una diversa inerzia psicologica che avrebbe potuto ripercuotersi nelle restanti nove gare di campionato. E c'è da dire che per mezz'ora è concretamente esistito il pericolo che il CEP proseguisse il campionato con la paura di vincere e il Sinnai andasse avanti nella propria assatanata rincorsa alla vetta. Ma purtroppo per i padroni di casa e per fortuna degli uomini di Maccioni, le partite durano in tutto novanta minuti.
Andiamo con ordine: il mister dei cagliaritani conferma la formazione della domenica prima con la sola eccezione di Perra che prende il posto di Abis, ma qualsiasi calcolo tattico rischia di andare a carte quarantotto già da subito. Appena dopo il calcio d'inizio, Fanti calibra male il retropassaggio che finisce nell'area di Cossu, pur non essendo indirizzato direttamente al portiere. L'estremo difensore rossoblu chiama la palla a Locci, ma se la fa sfuggire e la sfera termina all'esterno della squadra di casa che calcia cogliendo il palo. La palla arriva al centravanti Cappai che viene steso da Soddu al momento di calciare. Rigore e trasformazione dello stesso attaccante che trasformano in un incubo l'approccio alla gara del CEP.
Frastornati, gli ospiti hanno difficoltà a riprendere in mano le redini della partita, rischiando perfino di capitolare una seconda volta in contropiede: tuttavia stavolta Cossu riesce a deviare in angolo dopo essersi trovato a tu per tu con l'attaccante avversario. Il portiere rossoblu viene poi nuovamente impegnato su calcio di punizione, ma riesce a respingere sventando il pericolo. E il CEP? I primi in classifica riescono a farsi vivi al minuto 27 con una buona azione di Picciau sulla destra, al termine della quale il numero 7 prova a rientrare sul mancino concludendo a rete: tiro debole bloccato dal portiere. Quando in pochi se l'aspettano, la capolista riapre la gara: punizione sulla sinistra di Porceddu che calcia rasoterra, si avventa sul pallone Soddu che in mischia anticipa tutti battendo il portiere. Chissà se sugli spalti del "Paolo Pizzi" c'erano dei registi a seguire la partita: in quel momento di estrema difficoltà, l'azione del gol del capitano che ha condiviso per quattro anni gioie e amarezze di questa squadra rappresenta una scena che meriterebbe di essere trasposta in un film a tema, come a voler dire che anche in questo caso la realtà supera la fantasia.
Come spesso accade, la rete sblocca mentalmente il CEP che riesce ad acquistare una maggior padronanza del campo, per quanto le conclusioni scarseggino ad arrivare. Si chiude così la prima frazione, con molte emozioni e i tifosi rossoblu in tribuna che possono tirare un sospiro di sollievo.
Nella ripresa i rossoblu ripartono con lo stesso undici della prima frazione di gara, che continua a mantenersi estremamente vibrante, in un campo dove i rimbalzi falsi e le diverse velocità assunte dal pallone trasformano ogni giocata in una possibile intuizione risolutiva. A spezzare gli equilibri è la trovata di mister Maccioni, che manda dentro Soi in luogo di Atzeni, accentrando Picciau sulla linea dei centrocampisti. La mossa si rivela decisiva dopo qualche minuto: Argiolas verticalizza, Perra fa velo e il neo entrato inventa un pallonetto chirurgico su cui il portiere non può arrivare. 2-1 e esultanza sfrenata in campo sugli spalti, con lo stesso Soi giustamente incontenibile. Il giusto premio per chi ha passato un calvario come il suo, costretto ai box per un'intera stagione a causa della pubalgia e rimessosi in sesto dopo una dieta ferrea e a scapito del limitato impiego stagionale. Il Sinnai perde la testa e si fa espellere due giocatori per proteste, regalando di fatto la partita al CEP. Censurabile il comportamento di alcuni elementi della panchina della squadra di casa, che hanno inveito contro la tribuna all'indirizzo della dirigenza della squadra di Cagliari, accusata di ruffianeria nei confronti della classe arbitrale: probabilmente sarebbe stato più opportuno un profondo esame di coscienza, piuttosto che una manifestazione di antisportività di questo genere.
Tornando alla partita, il CEP rischia qualcosa su un tiro dalla destra con il Sinnai in dieci uomini, ma la palla sfila a lato. L'ingresso di Corona, tuttavia, rivitalizza la mediana e crea nuove occasioni da rete purtroppo non capitalizzate. Finisce così, e negli spogliatoi è già festa: le note del motivetto "la capolista se ne va" risuonano all'interno del "Paolo Pizzi" come la colonna sonora di un sogno inseguito da quattro anni.